Nessuna sponda agli eversori

di maltus92

small_131209-102437_Forconi10-1024x681Sono giorni convulsi per l’Italia, stretta nella morsa di una crisi economica, sociale e politica senza precedenti. Il fatto politico nuovo è l’investitura trionfale ricevuta da Matteo Renzi alle primarie per la segreteria del Partito Democratico; un evento importante e significativo, che – da suo sostenitore ed elettore – mi auguro possa contribuire a portare una ventata di novità, freschezza e nuove idee ed energie all’interno del circuito malato della politica italiana.

Lo straordinario risultato di Renzi si impone sulla scena in un momento molto delicato per il nostro Paese; sono di questi giorni le notizie su agitazioni, blocchi, proteste di piazza del cosiddetto Movimento dei Forconi, proteste che per la morfologia e i tratti caratteristici esibiti sono difficilmente inquadrabili. Nessuna volontà da parte di chi scrive di delegittimare o fare di tutta l’erba un fascio, per carità; sono convinto come e più di tutti del fatto che in mezzo a quelle tante persone scese in strada ci siano anche persone perbene, persone che cercano disperatamente risposte sul proprio futuro e su quello dei propri figli. Figli che potrebbero avere la mia età, per intenderci, figli che rischiano di non avere una pensione dignitosa e di raccogliere solo le briciole di quello che è stato ereditato dalla generazione precedente.

Quello che mi preoccupa e mi inquieta sono i toni confusi e la protesta generalizzata di questo rassemblement popolare ; quello che mi fa paura (e anche tanta) è che questo movimento non ha una base di richieste, di rivendicazioni. Intendiamoci: se per rivendicazione s’intende “tutti a casa”, “via il governo”, “deve governare il popolo”, stiamo parlando di aria fritta. Questa non è una piattaforma di richieste, è semplicemente voglia di sfasciare tutto. Non sto dicendo che l’attuale classe politica e dirigente abbia fatto del suo meglio per dare risposte in merito, ma quel tipo di soluzione non è appunto una soluzione. E mi preoccupa ad esempio vedere che a Torino alcuni commercianti sono stati costretti dai manifestanti a chiudere i propri negozi o vedere sempre a Torino una piazza piena di gente intenta a fare il saluto romano.

Se l’obiettivo è la rivolta contro l’ordinamento democratico, come lasciato intendere da svariati capi e capetti del Movimento dei Forconi, la risposta dello stato non può che essere dura e determinata. E non sono per nulla stupito del fatto che un cialtrone come Beppe Grillo scriva una lettera di questo tipo a carabinieri, esercito e polizia di stato: quale occasione migliore per far saldare in un colpo solo euroscetticismo, qualunquismo e furore popolare? Se fossimo in un paese normale, quella di Grillo sarebbe già stata bollata come attività eversiva. Chiedere (nemmeno troppo implicitamente) alle forze dell’ordine e all’esercito di unirsi a una rivoluzione violenta contro le istituzioni è un reato penale gravissimo, uno sfregio vergognoso alla democrazia di cui Grillo tanto si riempie la bocca. In nome di chi e con quale diritto una persona che non ha vinto le elezioni si può permettere di sfruttare la rabbia diffusa per arrivare al potere senza passare per le normali procedure democratiche?

Sarebbe fin troppo facile fare paragoni con esempi molto illuminanti della nostra storia recente; quel che è certo è che da oggi si apre una fase nuova nella storia del Movimento 5 Stelle: Beppe Grillo ha finalmente gettato la maschera, ha enunciato al mondo le sue intenzioni anti-democratiche e illiberali, la sua visione politica reazionaria, marcatamente di destra. E pure un po’fascista, se mi viene concesso. Ed è altrettanto chiaro che, salvo future prese di distanza, i suoi parlamentari, il suo Movimento, sono fottutamente schierati su una linea che non è accettabile in uno stato che si professa democratico. E a mio modesto avviso, a un partito del genere non si può concedere – sic stantibus rebus – alcuna legittimità interlocutoria o alcun riconoscimento. Beppe Grillo da oggi, almeno per quel che riguarda me, si pone contro la legalità e contro le leggi. E mi auguro che venga punito con la severità che le leggi impongono in questi casi.

 

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