Il talent della discordia

di maltus92

Pd Bologna

Pd Bologna

Succede che il segretario del Pd provinciale di Bologna – la più grande federazione “dem” d’Italia, la mia federazione – decide di avviare un percorso per così dire sperimentale di apertura del partito a nuove energie, nello specifico giovani interessati a portare un loro contributo alla discussione sui temi di rilevanza generale. L’iniziativa si chiama “Cambio di Passo”, si svolgerà fra luglio e agosto in otto appuntamenti prendendo a modello i talent televisivi (anche se non sarà uno show, ha precisato il segretario provinciale Donini), e avrà come scopo dichiarato quello di “rinfrescare” il partito. L’iniziativa, sicuramente eterodossa rispetto agli standard per cui siamo abituati a conoscere il PD, ha sollevato molto interesse e non poche polemiche, soprattutto fra le file del PD locale, dove non pochi (fra cui i GD e una notevole porzione della base “storica” del partito) hanno storto il naso e fatto sentire sui social network la propria disapprovazione per un evento di questo tipo.

Faccio una premessa inevitabile e doverosa: ho una visione differente da quella del segretario Donini su molti punti, tanto che in occasione dell’ultimo congresso provinciale ho ritenuto opportuno non sostenere la sua ri-candidatura. Non è questa la sede opportuna per ripercorrere le motivazioni di tale scelta, ma è giusto che si sappia prima di addentrarsi in questo ragionamento che tento di imbastire. Sono però convinto che un progetto, specialmente in ambito politico, vada giudicato e misurato per quelli che sono i risultati concreti ottenuti: e con questo approccio voglio dire due parole sulla trovata della segreteria. L’obiettivo enunciato è sicuramente apprezzabile: in un momento in cui, comunque la si veda, i giovani difficilmente si avvicinano alla politica “militante” ed ai partiti, un messaggio di apertura verso l’esterno non può che essere salutato positivamente. Lo stile poi, in tutta sincerità, me gusta: modello agorà, ognuno fa il suo intervento, ci si ascolta, si cerca di capire come mettere insieme le suggestioni positive raccolte, le si fa proprie. E’un tenere l’orecchio a terra che secondo me da anni i partiti politici trascurano,  e sono contento che in una roccaforte storica del centrosinistra come Bologna si dia un segnale in questa direzione.

Capisco le perplessità e le diffidenze: c’è la paura, molto sentita, che chi già fa parte del partito venga trascurato (e qui mi vengono in mente le obiezioni dei GD). E’lo stesso tipo di obiezione che si sentiva e si sente fare verso il “partito di elettori ed iscritti” descritto nello statuto del PD, così caro a chi come Veltroni accompagnò i primi passi della creatura nata dall’unione fra DS e Margherita. Rispetto molto queste perplessità, ma non le condivido. Perché sono convinto che chi già sta dentro non possa che ricevere stimoli positivi dal confronto con nuovi arrivati, e perché sono convinto che un passo importante come l’iscrizione ad un partito debba poter avvenire dopo un periodo per così dire di “decantazione” o “osservazione”: coinvolgere persone non iscritte, stimolarle a partecipare alla discussione, dar loro modo di incidere su tale discussione, spingerle ad essere curiose verso di noi, per poi convincerle infine a prendere la tessera e diventare effettivamente parte della comunità-partito. Penso anche che nessuno meglio dei tanti ragazzi che già militano attivamente e con passione nelle file dei GD, magari pure nelle vesti di amministratori, possa condividere con i nuovi arrivati esperienze, competenze e valori. In ogni caso parliamo di valore aggiunto che diventa bene comune per il partito tutto.

Per questi motivi aspetto di vedere nel concreto l’andamento di questo progetto varato dalla segreteria provinciale: se funzionerà (e tutti dovrebbero sentirsi investiti della responsabilità di vigilare affinché funzioni), sarà stata una scommessa brillante gestita con intelligenza. E il sottoscritto, in maniera totalmente “laica”, sarà contento di applaudire il segretario che non ha votato per averla proposta.

 

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